I nostri progetti
FEM Human Library
Che cos’è la Fem Human Library
È una biblioteca vivente fatta di libri in carne ed ossa. Con tanto di bibliotecari, catalogo e quarte di copertina tra cui scegliere il titolo del libro preferito. Da sfogliare ed ascoltare per venti minuti. Si tratta di un metodo semplice e concreto, creato da un gruppo di ragazzi danesi per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi e favorire la comprensione tra persone di diversa età, sesso, stili di vita e background culturale. Lo scopo è quello di avvicinare mondi che coesistono l’uno vicino all’altro senza comunicare mai. E aiutare il lettore a scoprire qualcosa di inedito anche di sé.
Come funziona?
La Fem Human Library si presenta come una vera biblioteca. Dunque il lettore, consultato il catalogo, chiede al bibliotecario di essere accompagnato dal libro umano prescelto. La di erenza sta nel fatto che per leggere questi specialissimi libri non bisogna sfogliare le pagine ma dialogare. I libri infatti sono persone in carne ed ossa, da “prendere in prestito” per una conversazione di venti minuti, e trattare con cura. Al termine il lettore, se lo desidera, può lasciare la sua recensione.
Quanto dura?
La Fem Human Library è un evento limitato nel tempo, di solito un pomeriggio. La conversazione, cioè la lettura di un libro vivente, dura solitamente circa mezz’ora.
Un po’ di storia…
Nata a Copenaghen, la Human Library fu creata da un gruppo di giovani in risposta a un’aggressione a sfondo razzista. Convinti che la comprensione fosse la precondizione della tolleranza, i ragazzi di “Stop The Violence”, questo è il loro gruppo, hanno messo a punto il metodo Human Library, che permette il confronto tra le persone in uno spazio protetto. L’iniziativa ha avuto un enorme successo, e dal 2003 è stata riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi, e come tale incoraggiata. Fondazione Empatia Milano ha abbracciato questa metodologia, condivisa da altre fondazioni e associazioni in tutto il mondo.
Mettiti Nelle Mie Scarpe
L’opera d’arte A Mile in My Shoes si basa sul concetto di empatia elaborato dal filosofo Roman Krznaric, uno dei più popolari pensatori britannici del nostro tempo: non una dote innata, bensì una capacità che può essere sviluppata e allenata. Con questo spirito, Fondazione Empatia Milano (FEM) ha prodotto e riadattato nel 2021 per l’Italia l’iconica opera dell’artista inglese Clare Patey (Direttrice di Empathy Museum), che traduce in un allestimento esperienziale l’espressione inglese “mettersi nei panni di qualcuno” (walk a mile in someone’s shoes). Si tratta di una sorta di negozio, una gigantesca scatola di scarpe, dove i visitatori possono entrare e scegliere le calzature da indossare insieme all’audio-storia (podcast) di chi le ha donate, da ascoltare camminando per dieci minuti.
La versione italiana, intitolata METTITI NELLE MIE SCARPE, prevede trentuno podcast originali: dieci in inglese dall’archivio di Empathy Museum e venti in italiano raccolti da FEM e montati dai registi Martina Parenti e Massimo D’Anolfi, con suoni e musiche di Massimo Mariani. I podcast raccontano storie reali di ordinaria fatica e quotidiana normalità, con lo scopo di stimolare l’esercizio empatico calandosi nei panni – o, letteralmente, nelle scarpe – degli altri. L’educazione all’inclusività e all’accettazione della diversità è uno degli obiettivi principali del progetto, che propone intenzionalmente anche prospettive e punti di vista disturbanti, offrendo in generale una panoramica ampia e sfumata dell’esistenza.
La prima edizione di METTITI NELLE MIE SCARPE è stata realizzata a Milano dal 21 al 28 settembre 2021, in Piazza XXV Aprile, a cura di Fondazione Empatia Milano con la supervisione di Empathy Museum, in collaborazione con Piano B, Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione e l’Associazione per la Ricerca Sociale (ARS). L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Milano, è stata realizzata grazie al contributo di Fondazione di Comunità Milano (FdC), Fondazione Idea Vita, Fondazione De Agostini e Levi’s.
Dal 2022, Fondazione Empatia Milano promuove e presenta METTITI NELLE MIE SCARPE in tutta Italia in base alle richieste. In occasione del trentennale della Cooperativa Sociale Itaca di Pordenone sono state organizzate le seguenti edizioni:
• 28-30 dicembre 2022 – Ex Convento di San Francesco, Comune di Pordenone, Pordenone
• 24-26 marzo 2023 – Palazzo Morpurgo, Udine
• 21-23 aprile 2023 – Chiostro dell’M9 di Mestre, Venezia Mestre
Questo progetto è dedicato ad Anna Alberti, appassionata giornalista, amica e collega, anima di questo lavoro, che ci ha lasciati nel settembre 2022.
Corridoi
Si chiama CORRIDOI, il gioco esperienziale ideato da Fondazione Empatia Milano (FEM) grazie al quale si potranno rivivere le tappe dei viaggi che hanno portato in Italia sia persone in cerca di opportunità sia rifugiati in fuga dalla guerra o dalla violenza. Un’occasione per ripetere fisicamente i loro passi e immaginare i loro pensieri, in un cammino fatto di emozioni. E anche di ostacoli. Un’iniziativa nata per sensibilizzare sul tema dell’inclusione.
L’idea nasce da alcuni studenti universitari italiani e stranieri all’interno del progetto europeo Empathy di cui è partner FEM, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’Università degli Studi di Milano e l’Associazione Lato B. Nei corridoi dell’università incrociamo tante persone, ma non sempre le incontriamo. Sappiamo da dove vengono? Che strade hanno percorso? Come si sentono davvero e dove hanno casa? Quali sono i loro sogni?
Scopo del gioco è, non solo raccontare, ma far vivere in prima persona l’avventura di chi arriva a Milano, in un luogo con una lingua e una cultura differente e a volte sconosciuta, esposto alla solitudine e a ogni tipo di fragilità. Con l’obiettivo finale di promuovere, in chi prenderà parte all’esperienza, immedesimazione ed empatia.
L’iniziativa è aperta al pubblico. Si entrerà fisicamente in un sistema di ‘corridoi’, che rappresenta il percorso migratorio effettivamente vissuto da ragazzo rifugiato o richiedente asilo in Italia e che adesso frequenta l’Università. I partecipanti affronteranno un percorso creativo di profumi, musiche, immagini e ambientazioni. Un tuffo in ricordi e storie che stimolano empatia, nel quale ci si potrà letteralmente mettere nei panni della persona di cui si ripercorre la storia. Per imparare a conoscerla condividendone gioie e frustrazioni. Alcuni attori professionisti prenderanno parte alla performance, interagendo con i partecipanti.
Il gioco, sviluppato in collaborazione con lo Studio Ixylon, ha permesso di fare conoscere la realtà che ha consentito di arrivare qui a molti studenti dei corsi triennali e magistrali: il progetto dei Corridoi Universitari, UNICORE, nato in Italia nel 2019 sotto l’egida dell’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, consente a giovani rifugiati di arrivare in Italia con una borsa di studio per proseguire il loro percorso accademico.
La prima edizione di CORRIDOI è stata installata dal 15 al 17 novembre all’Università di Milano-Bicocca e dal 22 al 24 novembre dall’Università Statale di Milano.


















